Il “Bagno nella Foresta”: la natura come fonte di benessere.

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

14 Settembre 2026

Ambiente

Entrare in un bosco, rallentare il passo, lasciare che siano i suoni, i profumi e i colori della vegetazione a catturare l’attenzione. Non c’è una meta da raggiungere e non serve camminare a lungo. L’obiettivo è semplicemente esserci, lasciandosi avvolgere dall’ambiente naturale che ci circonda.

È questa l’idea alla base dello Shinrin-yoku, espressione giapponese che significa letteralmente “bagno nella foresta”, oggi conosciuta in tutto il mondo come forest bathing.

Nato in Giappone negli anni Ottanta, il forest bathing non coincide con una semplice passeggiata nel bosco. La componente centrale è l’immersione consapevole nell’ambiente forestale: osservare ciò che ci circonda, ascoltare i suoni della natura, percepire i profumi della vegetazione, respirare e rallentare. Una pratica apparentemente semplice, che negli ultimi anni ha attirato sempre più l’attenzione della ricerca scientifica.

Quando il corpo rallenta insieme alla mente.

Il rapporto tra natura e benessere non è soltanto una sensazione soggettiva. Numerosi studi hanno cercato di misurare cosa accade al nostro organismo quando trascorriamo del tempo in un ambiente naturale.

Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2026 ha analizzato 11 studi dedicati agli effetti dello Shinrin-yoku. I ricercatori hanno osservato, dopo l’esposizione alla foresta, una riduzione della frequenza cardiaca e di alcuni indicatori psicologici legati a tensione, ansia e depressione. Gli stessi autori sottolineano però che la qualità e la tipologia degli studi disponibili sono ancora eterogenee e che servono ulteriori ricerche per comprendere meglio gli effetti nel lungo periodo.

Una precedente revisione del 2024, che ha preso in esame 63 studi internazionali sullo Shinrin-yoku, ha raccolto risultati favorevoli sia sul piano fisiologico sia su quello psicologico. Tra gli effetti osservati nei diversi studi compaiono variazioni della pressione e della frequenza cardiaca, una maggiore sensazione di rilassamento e miglioramenti di alcuni stati emotivi, tra cui tensione, ansia e affaticamento. Anche in questo caso, gli autori evidenziano la necessità di continuare a studiare gli effetti della pratica, soprattutto nel lungo periodo.

Più recentemente, una meta-analisi del 2025 dedicata alla forest therapy ha analizzato gli effetti dell’esposizione agli ambienti forestali sullo stress psicologico e sugli stati emotivi. I risultati indicano una riduzione di ansia, depressione e stress e un miglioramento di alcuni aspetti dell’umore, anche se gli studi presentano caratteristiche differenti tra loro e non permettono ancora di stabilire una “dose” universale di natura valida per tutti.

La ricerca, quindi, non dice che una passeggiata nel bosco possa curare una malattia. Racconta qualcosa di più semplice e, forse, proprio per questo interessante: il contatto con un ambiente naturale può creare condizioni favorevoli al rilassamento e al benessere psicofisico.

Non è soltanto una questione di alberi.

Che cosa rende un bosco diverso da qualsiasi altro luogo? Probabilmente non esiste una risposta unica. Il forest bathing coinvolge contemporaneamente molti elementi: la vegetazione, i suoni, la luce, la temperatura, i profumi, il movimento e soprattutto il modo in cui prestiamo attenzione a ciò che ci circonda.

Rallentare significa sottrarsi, almeno per qualche tempo, alla continua successione di stimoli che caratterizza la vita quotidiana. Il bosco diventa così uno spazio nel quale osservare, ascoltare e respirare senza la necessità di fare qualcosa. È un’esperienza nella quale il corpo e la mente entrano in relazione con l’ambiente.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il ruolo degli ambienti naturali nel promuovere salute e benessere. Secondo l’OMS, l’esposizione alla natura è associata a diversi benefici, tra cui una riduzione dello stress, un miglioramento dell’umore e delle funzioni cognitive e maggiori opportunità di attività fisica, rilassamento e socialità.

Nel 2025 l’OMS ha inoltre dedicato un rapporto alle nature-based solutions, sottolineando come la conservazione e il ripristino degli ecosistemi possano produrre benefici contemporaneamente per l’ambiente e per la salute delle persone, dal benessere mentale all’attività fisica, fino alla qualità dell’aria e dell’acqua.

Prendersi cura della natura per prendersi cura di noi.

Il forest bathing ci invita a guardare il rapporto tra persone e natura da una prospettiva diversa. Un bosco non è soltanto un insieme di alberi. È un ecosistema complesso, fatto di piante, animali, funghi, microrganismi, acqua, suolo e relazioni. Un ambiente vivo dal quale dipendono numerosi equilibri, compresi quelli che riguardano la nostra salute e la nostra qualità della vita. Per questo parlare di benessere nella natura non significa separare la salute dell’ambiente da quella delle persone, ma riconoscere che le due dimensioni sono profondamente connesse.

La possibilità di trascorrere tempo in un ambiente naturale, di camminare in un bosco, ascoltare il vento tra gli alberi o semplicemente fermarsi a osservare ciò che accade intorno a noi dipende anche dalla qualità e dalla conservazione di quegli ambienti. Proteggere la natura significa quindi preservare anche gli spazi nei quali possiamo ritrovare tempo, attenzione ed equilibrio.

Forse è questo il significato più profondo del forest bathing: non soltanto immergersi nella foresta, ma riscoprire il valore di una relazione con la natura che appartiene da sempre alla nostra esperienza. E quando impariamo ad ascoltare un ambiente naturale, forse diventiamo anche più consapevoli di quanto sia importante prendercene cura.