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Monitoraggi ambientali in Sardegna: AMI in azione sulle spiagge di Olbia.

4 Febbraio 2026

Domenica 1 febbraio, le spiagge della Sardegna hanno ospitato una nuova e significativa iniziativa di monitoraggio ambientale promossa da Ambiente Mare Italia – AMI. Un’attività che si inserisce nel più ampio percorso di tutela del mare e degli ecosistemi costieri portato avanti dall’associazione lungo tutto il territorio nazionale.

La giornata ha rappresentato non solo un momento operativo sul campo, ma anche un’importante occasione di condivisione di valori, competenze ed esperienze tra volontari provenienti da territori diversi, uniti dall’obiettivo comune di contrastare l’inquinamento marino e promuovere una maggiore consapevolezza ambientale.

I monitoraggi realizzati rientrano nel progetto “Liberiamo insieme il Mare – Proteggere il Mediterraneo, custodire il futuro”, finanziato grazie al contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, un sostegno fondamentale che consente ad AMI di rafforzare e ampliare le proprie attività di studio, intervento e sensibilizzazione ambientale.

La collaborazione tra le Delegazioni Medio Campidano e Gallura.

Protagoniste della giornata sono state la Delegazione AMI del Medio Campidano e la Delegazione AMI della Gallura, che hanno lavorato fianco a fianco in un’azione congiunta di monitoraggio dei rifiuti sugli arenili.
La collaborazione tra Delegazioni è uno degli elementi distintivi dell’azione di AMI: un modello organizzativo che valorizza il lavoro di squadra, la condivisione delle competenze e la capacità di operare in modo coordinato su territori diversi.

Unire forze ed esperienze significa non solo rendere più efficaci le attività sul campo, ma anche rafforzare il messaggio di responsabilità collettiva verso il mare, dimostrando come la tutela dell’ambiente sia un impegno che supera i confini geografici e coinvolge l’intera comunità.

Il monitoraggio delle spiagge di Olbia: territorio, metodo e raccolta dati.

Durante la giornata, i volontari di Ambiente Mare Italia hanno monitorato circa 25 chilometri di costa, concentrando le attività su tre spiagge nella zona di Olbia, un’area di grande valore naturalistico e di forte interesse turistico.
Il monitoraggio ambientale delle spiagge è un’attività fondamentale per comprendere lo stato di salute degli arenili e per individuare le principali tipologie di rifiuti presenti lungo la costa.

Attraverso un metodo strutturato e condiviso, i volontari hanno raccolto dati utili a documentare l’impatto dell’inquinamento marino, contribuendo alla costruzione di un quadro conoscitivo indispensabile per orientare future azioni di prevenzione, intervento e sensibilizzazione.
I dati raccolti durante questi monitoraggi rappresentano infatti uno strumento essenziale per trasformare l’osservazione sul campo in consapevolezza e azione concreta.

Il valore umano al centro delle attività di monitoraggio.

Il successo della giornata è stato possibile grazie all’impegno, alla passione e alla competenza dei volontari AMI. Un ringraziamento speciale va ai nostri delegati Christian Foddi e Mariella Cherchi, ad Alessandra, a Matteo e a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata di monitoraggi ambientali in Sardegna.

I volontari rappresentano il cuore pulsante delle attività di Ambiente Mare Italia: cittadini attivi che dedicano tempo ed energie alla tutela del mare, contribuendo in modo concreto alla difesa degli ecosistemi marini e costieri.
La loro presenza sul territorio non è solo operativa, ma anche simbolica: un esempio di partecipazione attiva e di responsabilità condivisa nei confronti dell’ambiente.

“Liberiamo insieme il Mare”.

Le attività di monitoraggio ambientale si inseriscono nel progetto “Liberiamo insieme il Mare – Proteggere il Mediterraneo, custodire il futuro”, finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un progetto che guarda al presente e al futuro del Mediterraneo, con l’obiettivo di affrontare in modo concreto una delle emergenze ambientali più urgenti: l’inquinamento marino.

Il progetto prevede una serie di interventi di rimozione dei rifiuti marini, sia lungo le coste sia sui fondali, affiancati da azioni di formazione, educazione ambientale e sensibilizzazione rivolte alle comunità locali. Particolare attenzione è dedicata alla crescita della cultura ecologica degli operatori del mare e degli studenti, coinvolti in percorsi educativi e pratici che li rendono protagonisti attivi della tutela dell’ambiente marino.

Collaborando con scuole, operatori del settore marittimo, del turismo e della pesca, il progetto mira a creare una rete consapevole e responsabile, capace di prendersi cura del mare nel lungo periodo.

Attrezzi da pesca abbandonati e impatto sull’ecosistema marino.

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda l’attenzione agli attrezzi da pesca abbandonati, persi o altrimenti smaltiti, noti con la sigla A.L.D.F.G. (Abandoned Lost Discarded Fishing Gear). Secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, questi materiali rappresentano una minaccia a lungo termine per la fauna marina e costituiscono una parte significativa dei rifiuti plastici presenti nei mari europei.

Ogni anno, tra le 2.000 e le 12.000 tonnellate di ALDFG finiscono in mare, causando gravi danni agli ecosistemi: animali marini intrappolati o feriti, ingestione di materiali plastici e alterazione degli habitat. Con il tempo, questi rifiuti si degradano in microplastiche, vengono ingeriti dallo zooplancton e rientrano nella catena alimentare, con potenziali conseguenze sulla sicurezza dei prodotti ittici, sull’ambiente e sulla salute pubblica.

Contrastare questa forma di inquinamento significa intervenire alla radice del problema, promuovendo pratiche più sostenibili e una maggiore responsabilità nella gestione delle attività di pesca.

Un percorso che continua sulle coste sarde e nel Mediterraneo.

La giornata di monitoraggio sulle spiagge di Olbia rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio che vedrà AMI impegnata nei prossimi mesi in nuove attività di monitoraggio, formazione e intervento ambientale in Sardegna e in altre aree del Mediterraneo.

Un impegno che guarda al futuro, con l’obiettivo di proteggere il mare, coinvolgere le comunità locali e diffondere una cultura ambientale fondata sulla conoscenza, sulla collaborazione e sull’azione concreta.