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“Alla scoperta di Caretta caretta”: educazione ambientale, mare e nuove generazioni.

14 Maggio 2026

Quando un bambino osserva le tracce lasciate sulla sabbia da una tartaruga marina, nasce qualcosa di speciale: la curiosità si trasforma in consapevolezza e quei segni diventano il racconto di un viaggio straordinario, di vita e di un equilibrio fragile da proteggere. È questo lo spirito che ha accompagnato la giornata di divulgazione scientifica “Alla scoperta di Caretta caretta”, svoltasi ieri presso la Scuola primaria “Vera Vassalle” di Cavi di Lavagna, grazie all’impegno della nostra Delegata di Sestri Levante Martina Massa.

L’iniziativa, organizzata dall’A.S.D. U Cantu, affiliata U.S. ACLI, in collaborazione con Ambiente Mare Italia, Comando dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Santa Margherita Ligure, Ufficio Locale Marittimo di Lavagna, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Marittima della Liguria e con il patrocinio del Comune di Lavagna, ha coinvolto circa 60 alunni delle classi terza, quarta e quinta in un percorso educativo dedicato alla conoscenza della tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo.

Tra racconti scientifici, simulazioni pratiche e attività all’aperto, i bambini hanno potuto vivere un’esperienza immersiva capace di avvicinarli concretamente alla tutela del mare e della biodiversità marina.

Educazione ambientale in Liguria: piccoli esploratori del mare crescono.

La mattinata si è aperta con un incontro teorico interattivo all’interno del salone della scuola. Gli alunni hanno scoperto le caratteristiche biologiche della Caretta caretta, imparando a riconoscerla, a comprenderne l’habitat, le abitudini alimentari e gli straordinari adattamenti che le permettono di affrontare lunghissime migrazioni nel Mediterraneo.

Grande attenzione è stata dedicata anche al fenomeno delle nidificazioni sulle coste italiane e liguri, sempre più frequenti negli ultimi anni. I bambini hanno ascoltato con entusiasmo il racconto delle recenti deposizioni avvenute in Liguria, comprendendo quanto sia importante il ruolo delle comunità locali nella protezione dei nidi e nella salvaguardia delle spiagge.

Ma il momento più coinvolgente è arrivato all’aperto, quando gli studenti si sono trasformati in piccoli volontari del mare. Attraverso una simulazione pratica di ricerca e gestione di un nido, hanno imparato a riconoscere le tracce lasciate sulla sabbia, a individuare l’area di deposizione e a capire quali comportamenti adottare per non disturbare le tartarughe marine durante una fase così delicata della loro vita.

Un’esperienza educativa concreta, capace di trasmettere ai più giovani un messaggio fondamentale: il mare si protegge anche attraverso piccoli gesti quotidiani e attenzione condivisa.

Caretta caretta: la tartaruga marina simbolo del Mediterraneo.

La Caretta caretta, conosciuta comunemente come tartaruga marina comune, è una delle specie più affascinanti e iconiche del Mar Mediterraneo. Può raggiungere oltre un metro di lunghezza e superare i 100 chilogrammi di peso, vivendo anche più di 50 anni.

È facilmente riconoscibile grazie al carapace bruno-rossastro e alla testa particolarmente robusta, caratteristica da cui deriva il nome “caretta”, legato proprio alla forza delle sue mascelle. Si nutre principalmente di molluschi, crostacei, meduse e piccoli organismi marini, svolgendo un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi marini.

Queste tartarughe trascorrono gran parte della loro vita in mare aperto, ma le femmine adulte tornano sulle spiagge per deporre le uova, spesso percorrendo migliaia di chilometri e tornando nei luoghi dove sono nate. Dopo circa 45-70 giorni di incubazione, le piccole tartarughe emergono dal nido e affrontano la loro prima corsa verso il mare, una delle fasi più delicate e rischiose del loro ciclo vitale.

Tra le curiosità più sorprendenti c’è la capacità di orientarsi grazie al campo magnetico terrestre, una sorta di “bussola naturale” che permette loro di navigare negli oceani con incredibile precisione.

Nonostante la loro straordinaria resilienza, le Caretta caretta sono oggi minacciate dall’inquinamento marino, dalla plastica, dalla pesca accidentale, dalla perdita degli habitat costieri e dal disturbo antropico sulle spiagge di nidificazione.

Per questo attività di educazione e sensibilizzazione ambientale come quella svolta a Cavi di Lavagna rappresentano un tassello fondamentale per costruire una cultura del rispetto e della tutela del mare.

Nidificazioni di Caretta caretta in Italia e in Liguria: un fenomeno in crescita.

Negli ultimi anni l’Italia ha registrato un incremento significativo delle nidificazioni di Caretta caretta, un fenomeno che testimonia importanti cambiamenti ambientali e climatici nel Mediterraneo. Secondo i dati più recenti, il 2025 ha segnato un nuovo record nazionale con oltre 700 nidi censiti lungo le coste italiane, superando i 601 registrati nel 2024 e confermando un trend in costante crescita.

Anche la Liguria, storicamente considerata un’area marginale per la nidificazione della specie, sta vivendo una trasformazione significativa. Il primo nido documentato nella regione risale al 2021, ma negli anni successivi gli eventi si sono moltiplicati rapidamente. Nel 2024 sono stati individuati diversi nidi lungo le coste liguri, mentre il 2025 è stato definito dagli esperti un anno storico: sono stati registrati ben 11 nidi ufficiali e oltre 700 tartarughine hanno raggiunto il mare. Un risultato reso possibile grazie al lavoro congiunto di istituzioni, ricercatori, Guardia Costiera, associazioni, volontari e cittadini, sempre più coinvolti nelle attività di monitoraggio e protezione dei siti di deposizione.

Questo cambiamento rende ancora più importante la sensibilizzazione delle comunità costiere e dei frequentatori delle spiagge. Riconoscere le tracce di una tartaruga marina, evitare di disturbare un possibile nido e segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti alle autorità competenti può fare la differenza per la sopravvivenza di centinaia di piccoli esemplari.

Cosa fare in caso di avvistamento di tracce o di un nido di Caretta caretta.

Le tartarughe marine raggiungono le spiagge generalmente durante le ore notturne, lasciando sulla sabbia caratteristiche tracce simili a quelle di un piccolo cingolato. Proprio questi segni possono indicare la presenza di una deposizione e rappresentano un elemento fondamentale per permettere agli esperti di individuare e proteggere il nido.

In caso di avvistamento è importante mantenere la calma e non avvicinarsi troppo all’area interessata. Non bisogna toccare le uova, scavare nella sabbia o tentare di delimitare autonomamente il sito. È fondamentale evitare di camminare sulle tracce lasciate dalla tartaruga, poiché possono aiutare i ricercatori e le autorità competenti a confermare la presenza del nido. La cosa più importante da fare è segnalare tempestivamente l’avvistamento alla Guardia Costiera, alle autorità locali o alle reti scientifiche e associazioni autorizzate che si occupano del monitoraggio delle tartarughe marine.

Anche durante il periodo riproduttivo, piccoli gesti possono aiutare le femmine a raggiungere la spiaggia e le piccole tartarughe a orientarsi verso il mare dopo la schiusa:

  • ridurre l’inquinamento luminoso sulle spiagge
  • evitare rumori eccessivi nelle ore notturne
  • non lasciare ombrelloni o ostacoli sulla battigia durante la notte
  • mantenere puliti gli arenili

Particolare attenzione deve essere riservata anche alla presenza di rifiuti e plastica, tra le principali minacce per la sopravvivenza delle tartarughe marine nel Mediterraneo. Una spiaggia pulita e rispettata rappresenta infatti il primo passo concreto per proteggere la biodiversità marina.

Sensibilizzare cittadini, turisti e nuove generazioni significa costruire una rete di tutela sempre più ampia, capace di trasformare ogni spiaggia in un luogo più sicuro per la Caretta caretta e per il futuro del nostro mare.

La tutela del mare parte dai più giovani.

La giornata vissuta alla scuola primaria “Vera Vassalle” ha dimostrato ancora una volta quanto sia fondamentale investire nell’educazione ambientale per costruire una nuova cultura della sostenibilità.

Attraverso il linguaggio della scoperta, del gioco e dell’esperienza diretta, i bambini hanno imparato che la biodiversità marina non è qualcosa di lontano, ma una ricchezza viva che riguarda da vicino anche le coste liguri e il loro territorio.

Creare consapevolezza nelle nuove generazioni significa seminare attenzione, rispetto e responsabilità verso il mare. Ed è proprio da queste esperienze condivise che possono nascere i futuri custodi dell’ambiente marino.