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Giornata Mondiale degli Oceani. Liberiamo Insieme il Mare.

8 Giugno 2026

L’8 giugno a Le Castella, nel cuore dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto“, Ambiente Mare Italia ha celebrato la Giornata Mondiale degli Oceani con un’importante attività di monitoraggio e pulizia dei fondali marini.

In uno dei tratti più suggestivi e ricchi di biodiversità del Mediterraneo, dieci subacquei volontari sono scesi in acqua per individuare e recuperare reti fantasma e rifiuti sommersi, restituendo spazio e sicurezza agli habitat marini. Un intervento concreto, ma anche profondamente simbolico: ogni rifiuto rimosso rappresenta un passo avanti verso un mare più sano, ogni rete recuperata restituisce respiro agli habitat del Mediterraneo.

L’iniziativa ha visto la partecipazione e il supporto della Provincia di Crotone, dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, il Museo del Mare Pélagos, della Guardia Costiera di Crotone, del Centro Sub Le Castella, del Delegato AMI Le Castella Antonio Ranieri e di numerosi subacquei volontari, tra cui Salvatore Arabia, che con il loro impegno hanno contribuito alla riuscita dell’intervento.

Giornata Mondiale degli Oceani 2026: dal Mediterraneo un appello all’azione.

La Giornata Mondiale degli Oceani rappresenta ogni anno un’occasione per riflettere sul valore del mare come fonte di vita, biodiversità, benessere e sviluppo sostenibile. L’edizione 2026 ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di rafforzare il nostro impegno per la salute degli oceani, ricordandoci che la tutela del mare è una responsabilità condivisa che riguarda istituzioni, imprese, associazioni e cittadini.

Per il Mediterraneo questa sfida è particolarmente importante. Pur rappresentando meno dell’1% delle acque marine del Pianeta, il nostro mare è tra le aree più colpite dall’inquinamento da plastica. Ogni anno vi finiscono circa 229.000 tonnellate di rifiuti plastici, l’equivalente di oltre 500 container al giorno, mentre le microplastiche raggiungono concentrazioni tra le più elevate al mondo, secondo una stima elaborata dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature).

Tra le minacce più insidiose vi sono le cosiddette reti fantasma: attrezzature da pesca abbandonate o disperse che continuano a intrappolare pesci, tartarughe, cetacei e altre specie marine anche per anni. Realizzate in materiali plastici estremamente resistenti, possono permanere a lungo sui fondali, danneggiando habitat preziosi come le praterie di Posidonia oceanica e contribuendo alla formazione di microplastiche. Per questo motivo sono considerate una delle forme più pericolose di inquinamento marino.

Di fronte a questi numeri, iniziative come quella realizzata da Ambiente Mare Italia a Le Castella assumono un significato che va ben oltre il recupero dei rifiuti. Ogni rete rimossa restituisce respiro agli habitat del Mediterraneo, protegge la biodiversità e contribuisce a costruire una nuova cultura della responsabilità verso il mare. Perché la salvaguardia degli oceani inizia da azioni concrete, capaci di trasformare la consapevolezza in cambiamento.

“Liberiamo Insieme il Mare”: un progetto che unisce territori e comunità.

L’evento si inserisce nel più ampio progetto “Liberiamo Insieme il Mare – Proteggere il Mediterraneo, custodire il futuro!”, promosso da Ambiente Mare Italia e realizzato grazie al contributo dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un percorso che, dopo le tappe di Soverato, Porto Torres, Siracusa e Reggio Calabria, è approdato a Le Castella con l’obiettivo di contrastare una delle minacce più insidiose per gli ecosistemi marini: le reti fantasma e i rifiuti abbandonati sui fondali.

Il progetto non si limita alla rimozione dei materiali inquinanti. Attraverso attività di monitoraggio, sensibilizzazione, educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità locali, promuove una visione della tutela del mare basata sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Un approccio pienamente coerente con la missione di Ambiente Mare Italia, che da anni lavora per trasformare cittadini, studenti, professionisti del mare e volontari in protagonisti attivi della protezione degli ecosistemi naturali.

Il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese rende possibile la realizzazione di interventi concreti e diffusi sul territorio, contribuendo a costruire una rete di persone e realtà impegnate nella difesa del patrimonio ambientale del nostro Paese.

Dal Mediterraneo un messaggio di speranza.

Il Mediterraneo è uno scrigno di biodiversità unico al mondo, ma anche un ecosistema fragile, oggi messo alla prova dall’inquinamento, dalla pressione delle attività umane e dalla presenza sempre più diffusa di rifiuti e reti fantasma sui fondali. Eppure, proprio da questo mare complesso e prezioso continua a emergere un messaggio di speranza.

Le azioni concrete realizzate a Le Castella dimostrano che un cambiamento è possibile. Il recupero dei rifiuti sommersi, la rimozione delle reti abbandonate e il lavoro congiunto tra volontari, istituzioni e operatori del mare rappresentano un segnale forte: la tutela del Mediterraneo passa attraverso la responsabilità condivisa e l’impegno quotidiano.

Ogni intervento non è solo un’azione tecnica, ma un gesto di restituzione alla natura. Ogni rete rimossa significa meno pericolo per la fauna marina, più equilibrio per gli habitat e più futuro per il nostro mare.

Per Ambiente Mare Italia proteggere il Mediterraneo significa costruire una nuova cultura del rispetto, in cui conoscenza, partecipazione e azione concreta si uniscono per generare un cambiamento reale e duraturo.