Allarme siccità: mezza Europa a secco

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

1 Settembre 2022

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La crisi climatica che il mondo sta vivendo ha molte facce e molte di queste arrecano gravi danni all’uomo e alla sua sopravvivenza. Eventi climatici estremi, condizioni climatiche instabili, incendi, nubifragi sono tutti esempi di come il clima stia diventando sempre più protagonista in molti ambiti umani, dalla politica fino economia.

Il servizio scientifico della Commissione europea ha redatto, nelle ultime settimane, un rapporto allarmante sullo stato di siccità di gran parte del territorio europeo. Dagli studi risulta come il 17% del vecchio continente versi in un grave stato di siccità, mentre il 48% ha raggiunto nell’ultimo anno uno stato di allerta.

Più di metà Europa è a secco!

Gran parte della zona mediterranea europea è infatti soggetto da anni all’innalzamento delle temperature e ad una conseguente diminuzione di precipitazioni, fattori che combinati rappresentano una grave minaccia per molti settori economici ma soprattutto per la sostenibilità delle vite di milioni di persone.

D’altra parte, il dato ancor più preoccupante secondo gli esperti, è rappresentato da crescente pericolo di siccità in zone come il nord dell’Europa in cui non si era mai arrivati a condizioni allarmistiche.

Nell’ultimo decennio, Germania, Francia, Regno Unito e buona parte del Nord-Europa, hanno cominciato a risentire dei cambiamenti climatici fino ad arrivare quest’anno allo stato di allerta per la siccità.

I ricercatori hanno ricollegato la crescente siccità alle forti ondate di calore estive vissute in tutta Europa. Le alte temperature hanno infatti causato la maggior parte degli eventi estremi climatici comportando secche in molti fiumi e peggiorando il processo di fusione dei ghiacciai alpini.

La riduzione idrica ha avuto in questi mesi conseguenze devastanti in molti campi: il settore agricolo ha vissuto un dimezzamento delle colture, mentre quello dell’energia ha visto un calo della produzione idroelettrica e maggiori difficoltà per alimentare i sistemi di raffreddamento delle centrali elettriche.

In questo quadro climatico l’Italia è uno dei Paesi in grave stato di siccità. L’esempio di questo è stata la secca del fiume Po che per decine di chilometri ha visto ridursi il volume idrico quasi a zero, comportando danni enormi alle colture della zona, ai trasporti commerciali e alle città della zona. Il caldo e le poche precipitazioni hanno causato nel centro-nord una crisi idrica senza precedenti costringendo il Governo a razionare l’acqua in molte zone.

Una delle cause della crescente scarsità d’acqua è anche lo spreco delle nostre risorse idriche. Gli esperti stimano infatti che dell’acqua disponibile circa il 25-30% venga sprecato nella fase di distribuzione, mentre un ulteriore 20% al momento dell’utilizzo stesso. Il primo fattore di perdita è legato, secondo le stime, alla mancata manutenzione delle tubature nazionali che in molti casi non vengono efficientate dalla loro realizzazione; mentre il secondo fattore di spreco vede tutti noi cittadini responsabili di eccessivi consumi idrici e rappresenta un monito per migliorare le nostre abitudini al consumo e all’impiego delle ricchezze naturali di cui disponiamo.