Giornata internazionale del Mar Mediterraneo

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

11 Luglio 2022

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“Tuteliamo il Mare Nostrum”

Il Mediterraneo per secoli nell’antichità è stato il centro del mondo. Lo sviluppo delle più importanti civiltà del vecchio continente è dipeso dalle risorse che il Mare forniva. Per milioni di persone ancora oggi il Mediterraneo rappresenta il fulcro delle loro vite. Sono circa 150 milioni coloro che abitano sulle sue coste e da esso ricavano i mezzi di sostentamento necessari.

Gli scienziati hanno attestato come il mediterraneo sia uno dei mari più ricchi sul Pianeta. La superficie ricoperta dalle acque rappresenta circa l’1% della superfice marina globale, tuttavia le specie marine, flora e fauna, presenti in esso sono più di 12mila attestandosi così tra il 4-12% della fauna marina globale.

Stiamo purtroppo perdendo questa ricchezza e lo stato di salute del nostro Mare sta peggiorando.

Secondo l’ISPRA– Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale – “sono oltre 240 le specie aliene identificate nel nostro mare, di cui il 68 per cento ormai stabile lungo le nostre coste. Sui fondali italiani si deposita più del 70 per cento dei rifiuti marini, dei quali il 77 per cento è plastica. Sulle spiagge, con una media di 400 rifiuti ogni 100 metri, la situazione non è migliore. Nel Mediterraneo più del 63 per cento di tartarughe marine ha ingerito plastica. Ma le azioni per la sostenibilità stanno dando i loro frutti: gli stock ittici, pur rimanendo sovrasfruttati, in 6 anni passano dall’85 per cento al 75 per cento”.

Il Mediterraneo deve essere salvato. I traffici marittimi, attività di pesca illegale e gli sversamenti di rifiuti in mare mettono a repentaglio la salute delle nostre coste, mettendo noi stessi in pericolo.

Lo IUCN- Unione mondiale per la Conservazione della natura-  sostiene che la principale causa della dispersione della plastica nel Mare Nostrum è la cattiva gestione del ciclo dei rifiuti su terra ferma. Ha calcolato che si accumulano nel Mediterraneo almeno 229 mila tonnellate di plastica ogni anno, equivalenti a più di 500 container al giorno. Una quantità che potrebbe raddoppiare entro il 2040, se non saranno presi provvedimenti seri.

Il Mare Nostrum ospita inoltre la più alta percentuale di traffici petroliferi commerciali, circa il 30% di quelli globali, rendendolo anche il più inquinato in relazione alle grandi quantità di idrocarburi presenti.

La pesca illegale rappresenta un ulteriore fattore di degrado della salute marine. La pesca industriale, gli ormeggi e il ghost fishing sono tutti fenomeni che distruggono l’habitat marino e gli equilibri alla sua base non permettendo ad ecosistemi come le foreste marine o le barriere coralline di rigenerarsi.

Le soluzioni per salvare il nostro Mare ci sono. Ma devono essere perseguite concretamente da governi e organizzazioni internazionali. La legge Salvamare rappresenta un importante tassello per la tutela marina e la lotta allo sversamento di rifiuti in mare. L’Istituzione di Aree Marine Protette può essere un valido strumento nella salvaguardia delle specie marine e degli ecosistemi, dal momento che all’interno di un AMP qualunque pratica antropica distruttiva sarebbe vietata.

Il mare è fonte di vita, la nostra salute dipende strettamente da quella del Mare.

“L’acqua e la terra non ci sono state donate dai nostri padri, ci sono state date in prestito dai nostri figli”.