La Posidonia oceanica e il suo straordinario adattamento alla vita nei fondali marini.
3 Agosto 2026
Biodiversità
Come può una pianta vivere fino a 50 metri di profondità, dove arriva solo una piccola parte della luce del Sole?
A questa domanda risponde un importante studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, dall’Università di Verona, con la collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del Politecnico di Milano.
Per tutte le piante la luce è indispensabile: grazie alla fotosintesi trasformano l’energia del Sole nel nutrimento necessario per vivere, producendo allo stesso tempo l’ossigeno fondamentale per gli ecosistemi. Sott’acqua, però, la luce diminuisce rapidamente con la profondità. A decine di metri dal pelo dell’acqua ne rimane solo una piccola parte, sufficiente per pochissimi organismi vegetali. Eppure la Posidonia oceanica riesce a formare estese praterie anche in queste condizioni.
Lo studio ha scoperto che il segreto è nel modo in cui questa pianta cattura e utilizza la luce. Nel corso di milioni di anni di evoluzione, la Posidonia ha sviluppato un sistema fotosintetico estremamente efficiente: i complessi che raccolgono la luce, una sorta di “pannelli solari naturali” presenti nelle cellule, riescono a intercettarne anche quantità minime e a trasferirne rapidamente l’energia ai centri della fotosintesi, riducendo al minimo le perdite.
La Posidonia non dispone di più luce rispetto alle altre piante: è semplicemente diventata molto più efficiente nell’utilizzare quella disponibile. Una straordinaria strategia evolutiva che le permette di prosperare anche dove altre specie non riuscirebbero a sopravvivere. Comprendere questo meccanismo non è importante solo per la biologia marina: potrebbe infatti ispirare nuove strategie per rendere più efficiente la fotosintesi anche nelle colture agricole del futuro.

Cos’è davvero la Posidonia oceanica e perché è così importante?
Nonostante venga spesso chiamata “alga”, la Posidonia oceanica non è un’alga, ma una vera e propria pianta da fiore appartenente alla famiglia delle Posidoniaceae. Possiede radici, rizomi, foglie, fiori e frutti. Circa 70-100 milioni di anni fa i suoi antenati terrestri tornarono a vivere nell’ambiente marino, dando origine alle immense praterie sommerse che oggi caratterizzano il Mar Mediterraneo.
Le sue lunghe e sottili foglie, riunite in piccoli fasci, si sviluppano a partire dai rizomi, particolari fusti che si estendono sul fondale e ancorano saldamente la pianta al substrato. La crescita è estremamente lenta, di appena pochi centimetri all’anno, ma proprio questa lentezza le consente di vivere per secoli. Con il passare del tempo, i rizomi morti e i sedimenti si accumulano formando le cosiddette matte, strutture naturali che rappresentano un prezioso archivio della storia del Mediterraneo e un habitat fondamentale per numerose specie marine.
A differenza delle alghe, la Posidonia si riproduce attraverso fiori, frutti e semi. I suoi frutti, che maturano in primavera e possono galleggiare trasportati dalle correnti, sono conosciuti anche con il nome di “olive di mare”.
Specie endemica del Mar Mediterraneo, la Posidonia forma estese praterie tra pochi metri e circa 40-50 metri di profondità, a seconda della trasparenza dell’acqua. Queste praterie rappresentano uno degli ecosistemi più ricchi e importanti del nostro mare. Producono ossigeno, assorbono e immagazzinano anidride carbonica contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, offrono rifugio e aree di riproduzione a centinaia di specie marine, proteggono le coste dall’erosione e migliorano la qualità delle acque trattenendo i sedimenti.
Quando una prateria di Posidonia è in buona salute significa spesso che anche il mare circostante gode di un elevato livello di qualità ambientale. Per questo motivo è considerata uno dei più importanti indicatori dello stato di salute degli ecosistemi costieri.

I numeri della Posidonia: curiosità che raccontano il suo valore.
🌿 È una specie unica al mondo.
La Posidonia oceanica vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo ed è uno degli habitat più rappresentativi di questo bacino.
🌍 Occupa meno del 2% del fondale mediterraneo, ma ospita una biodiversità straordinaria.
Nelle sue praterie vivono o si riproducono oltre 400 specie vegetali e circa 1.000 specie animali, tra pesci, molluschi, crostacei ed echinodermi.
💙 È una grande alleata del clima.
Le praterie di Posidonia sono tra gli ecosistemi naturali più efficienti nell’immagazzinare carbonio, tanto da essere considerate uno dei principali serbatoi di “carbonio blu” del Pianeta.
🌊 Produce enormi quantità di ossigeno, contribuendo al benessere degli ecosistemi marini e alla qualità delle acque costiere.
📏 Può vivere per migliaia di anni.
Alcune praterie sono considerate tra gli organismi viventi più longevi del Pianeta, sviluppandosi lentamente nel corso dei secoli.
🐠 È una vera nursery del mare.
Moltissime specie ittiche trascorrono proprio nelle praterie le fasi più delicate del loro ciclo vitale, trovando protezione dai predatori e abbondanza di cibo.
⚓ È anche molto vulnerabile.
Ancoraggi indiscriminati, pesca a strascico illegale, opere costiere, inquinamento e cambiamenti climatici possono danneggiare praterie che impiegano decenni, se non secoli, per rigenerarsi.