Transizione verde: gli edifici sono la nuova frontiera

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

13 Gennaio 2022

Energia

Ridurre le emissioni di CO2 è ormai la missione che a livello globale si sono impegnati a portare a termini Governi e Organizzazioni internazionali. Come ci ha dimostrato la Conferenza di Glasgow della Cop26 la strada è ancora lunga e i compromessi da trovare in ambito climatico tra i Paesi, purtroppo, sono molti.

L’Europa in questo quadro però si sta già muovendo attivamente verso il futuro. L’efficientamento energetico è uno dei principali obiettivi dell’Unione a livello pubblico e privato, incentivando l’uso di fonti rinnovabili e scoraggiando il nocivo e massivo uso dei combustibili. Tutte queste considerazioni rientrano nella Direttiva sul Rendimento Energetico degli Edifici (EPBD), recentemente presentata alla Commissione Europea, che rappresenta una delle iniziative prioritarie del pacchetto “Fit for 55” delle politiche ambientali al 2030.

La direttiva ha come scopo fondamentale l’efficientamento energetico degli edifici e della termovalorizzazione degli immobili. Secondo gli studi ad essa legati infatti l’alimentazione energetica dei palazzi e delle nostre case rappresenta circa il 40% dell’energia consumata e il 36% delle emissione di gas clima alteranti prodotte. I dati sono legati al fatto che almeno 7 edifici su 10 sono stati realizzati prima degli anni ’90 con metodi e materiali altamente dispendiosi dal punto di vista dei consumi. Al tempo il clima non era al centro delle politiche di settore e la realizzazione degli edifici non teneva conto dei problemi relativi allo scarso isolamento termico e all’utilizzo eccessivo di combustibili, problematiche che ora invece sono al centro delle attenzioni dei Governi.

In considerazione di questi dati perciò la Direttiva EPBD si pone come strumento per un profondo rinnovamento delle nostre città proponendo la realizzazione di un quadro normativo che dia visibilità alle possibilità di realizzazione della conversione energetica e implementando l’uso degli strumenti già disponibili per la realizzazione degli edifici come materie prime a basso tenore di carbonio, pompe di calore elettriche alimentate da rinnovabili e le stesse fonti di energia green.