Il lungo viaggio di una tartaruga marina: il miracolo della vita che si rinnova sulle nostre spiagge.

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

7 Agosto 2026

Ambiente

Ogni estate sulle spiagge italiane accade qualcosa di straordinario: mentre il turismo raggiunge il suo momento di massima intensità, decine di tartarughe marine Caretta caretta scelgono gli stessi litorali per dare vita a una nuova generazione. Un fenomeno che fino a pochi anni fa era molto più raro e che oggi interessa un numero crescente di coste italiane.

Secondo i dati diffusi dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), il numero delle nidificazioni di Caretta caretta sulle coste italiane è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, il 2024 ha registrato 601 nidi censiti e il 2025 ha superato quota 700, il valore più alto mai documentato nel nostro Paese. Anche la stagione 2026 sta confermando la presenza della specie lungo molte coste italiane, anche se il bilancio definitivo sarà possibile solo al termine dell’estate.

Dietro ogni nido, però, c’è una storia molto più lunga. È il viaggio di una femmina che attraversa il Mediterraneo per raggiungere una spiaggia dove inizierà una nuova vita. Per questo proteggere una spiaggia di nidificazione significa custodire un patrimonio naturale che appartiene a tutto il Mediterraneo e ci ricorda che, anche nei luoghi più frequentati dell’estate, la natura continua a compiere i suoi piccoli, straordinari miracoli.

Dall’oceano alla spiaggia.

Le tartarughe marine Caretta caretta possono vivere oltre 50 anni e raggiungono la maturità sessuale solo tra i 20 e i 30 anni. Quando arriva il momento di riprodursi, affrontano lunghi spostamenti tra le aree di alimentazione e quelle di nidificazione, percorrendo anche centinaia di chilometri.

Molte femmine mostrano una forte fedeltà all’area in cui sono nate, un comportamento noto come filopatria. Gli scienziati ritengono che il campo magnetico terrestre le aiuti a orientarsi durante questi viaggi, anche se i meccanismi sono ancora oggetto di studio.

Negli ultimi anni le nidificazioni sono aumentate anche lungo le coste italiane. Le cause non sono ancora del tutto chiare: il riscaldamento del Mediterraneo potrebbe favorire la deposizione anche in aree più settentrionali, ma un ruolo importante lo gioca anche il monitoraggio sempre più capillare svolto da ricercatori, enti e volontari.

Quando la tartaruga raggiunge la spiaggia, inizia il momento più delicato del suo viaggio. Aspetta il buio, supera lentamente la battigia e sceglie con attenzione il punto in cui scavare il nido. Da quel momento, il futuro di una nuova generazione è affidato alla sabbia.

Dal nido al mare: i primi passi di una nuova vita.

Una volta scelto il punto giusto, la tartaruga scava con le pinne posteriori una camera profonda circa 40-60 centimetri. Qui depone in media 80-120 uova, grandi poco più di una pallina da ping-pong, per poi ricoprire con cura il nido e tornare in mare. Nella stessa estate può ripetere questa operazione fino a tre o quattro volte, a distanza di alcune settimane.

Da quel momento inizia una lunga attesa. Per circa 45-60 giorni sarà il calore della sabbia a proteggere e far sviluppare gli embrioni. È proprio la temperatura del nido a influenzare anche il sesso dei piccoli: in generale, sabbie più fresche favoriscono la nascita di maschi, mentre temperature più elevate aumentano la probabilità di femmine.

Quando lo sviluppo è completo, le tartarughine rompono il guscio ma non emergono subito. Restano ancora sotto la sabbia per alcuni giorni, completando l’assorbimento delle ultime riserve nutritive. Solo quando il gruppo è pronto, inizia la risalita verso la superficie.

La schiusa avviene quasi sempre di notte. Guidati dalla luce naturale dell’orizzonte, i piccoli raggiungono il mare affrontando una vera corsa a ostacoli tra predatori, ostacoli naturali e, sempre più spesso, luci e suoni artificiali che possono disorientarli. È il primo passo di un viaggio destinato a durare decenni.

Lo sapevi che…? Le curiosità più sorprendenti sulle tartarughe marine.

🌐​ Hanno una bussola naturale. Le giovani tartarughe sono in grado di percepire il campo magnetico terrestre e utilizzarlo per orientarsi durante le migrazioni.

🌊 Esistono gli “anni perduti”. Dopo aver raggiunto il mare, i piccoli trascorrono diversi anni in mare aperto. È la fase del ciclo vitale meno conosciuta dagli scienziati.

⛱️​ La sabbia decide il sesso. Nelle tartarughe marine non sono i cromosomi a determinare il sesso, ma la temperatura del nido durante lo sviluppo degli embrioni.

🐢 Non escono subito dal nido. Dopo la schiusa restano ancora sotto la sabbia per alcuni giorni, completando il loro sviluppo prima di emergere.

​​🐾​​​​​​​ La forza è nel gruppo. Le tartarughine scavano insieme verso la superficie: il movimento collettivo rende più facile superare lo strato di sabbia.

🌙 Preferiscono la notte. Temperature più basse, minore rischio di predazione e la luce naturale del mare aumentano le probabilità di raggiungere l’acqua.

💪 La temperatura influisce anche sulla forma fisica. Può condizionare non solo il sesso, ma anche dimensioni, capacità di nuoto e probabilità di sopravvivenza dei piccoli.

​🐊​ Hanno convissuto con gli ultimi dinosauri. Esistono da oltre 100 milioni di anni e sono sopravvissute all’estinzione dei dinosauri.