Oltre 1,5 °C: conoscere il cambiamento per orientare il futuro.

Ambiente Mare Italia - AMI Informa

21 Settembre 2026

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Il nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), “Limiting Overshoot – Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return”, affronta una questione che sta assumendo un’importanza crescente nella ricerca sul clima: cosa accade se la temperatura media globale supera 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali e quali possibilità rimangono per limitarne la durata e tornare successivamente verso valori più bassi.

Il rapporto parte da una considerazione precisa: con le attuali politiche e traiettorie, il superamento di 1,5 °C viene oggi considerato ampiamente probabile. Ma il termine overshoot, utilizzato dalla comunità scientifica, non indica semplicemente un momento oltre il quale non resta più nulla da fare. Descrive piuttosto una traiettoria, composta da diverse fasi: il superamento della soglia, il raggiungimento di un picco di riscaldamento e una successiva diminuzione delle temperature.

È proprio la forma di questa traiettoria a diventare importante. Quanto sarà elevato il picco? Quanto durerà il periodo sopra 1,5 °C? Quanto rapidamente sarà possibile invertire la tendenza?

Secondo UNEP, le risposte a queste domande dipendono anche dalle decisioni che vengono assunte oggi. Più contenuto sarà il picco e più breve sarà il periodo di superamento, minori saranno i rischi per le persone, gli ecosistemi e le società.

Il rapporto propone quindi di guardare all’overshoot non come a una nuova destinazione, ma come a una fase da limitare e, successivamente, da superare.

Mitigazione e adattamento: due direzioni che procedono insieme.

Il messaggio del rapporto è particolarmente interessante perché non propone una sola strada.

Da una parte c’è la mitigazione, cioè la riduzione progressiva delle emissioni di gas serra, attraverso interventi strutturali nei sistemi energetici, nei trasporti, nell’industria e negli altri settori responsabili delle emissioni. Dall’altra c’è l’adattamento, necessario per rendere persone, territori, città ed ecosistemi più capaci di affrontare condizioni climatiche in evoluzione.

Per UNEP le due dimensioni non devono essere considerate separatamente: devono procedere insieme. Ridurre il riscaldamento significa infatti diminuire la pressione futura sugli ecosistemi e sulle società; allo stesso tempo, preparare i territori ai cambiamenti già in corso permette di ridurre la vulnerabilità e di conservare maggiore capacità di risposta. È una prospettiva che porta l’attenzione dal semplice dato della temperatura alla capacità dei territori di prepararsi, adattarsi e conservare le proprie risorse naturali.

In questo quadro, anche la tutela degli ecosistemi assume un significato ancora più ampio. Proteggere foreste, suoli, ambienti marini e costieri, zone umide e biodiversità significa custodire patrimoni naturali di valore, ma anche mantenere quelle funzioni degli ecosistemi che contribuiscono alla resilienza dei territori. UNEP sottolinea infatti l’importanza di interventi capaci di produrre benefici sia per la mitigazione sia per l’adattamento, comprese alcune soluzioni basate sulla natura.

Conoscere per poter scegliere.

Il rapporto UNEP non offre una prospettiva semplice e non nasconde la complessità della fase che abbiamo davanti. Un eventuale ritorno delle temperature verso valori inferiori a 1,5 °C non significherebbe infatti riportare automaticamente il Pianeta alle condizioni precedenti: oceani, ghiacci, ecosistemi e sistemi umani rispondono ai cambiamenti con tempi differenti e alcune trasformazioni possono essere difficili o impossibili da invertire. Ma proprio per questo diventa ancora più importante comprendere ciò che sta accadendo.

Il rapporto indica con chiarezza che ogni frazione di grado di riscaldamento evitata riduce i rischi, ogni anno in meno trascorso in overshoot riduce l’esposizione e ogni intervento di adattamento contribuisce a conservare possibilità per il futuro.

È forse questo il messaggio più significativo che possiamo raccogliere dalla pubblicazione UNEP: il futuro climatico non può essere letto soltanto attraverso una soglia, ma attraverso una traiettoria. E una traiettoria può essere osservata, studiata e, attraverso le scelte e le azioni, orientata.

Per Ambiente Mare Italia conoscere l’ambiente significa anche comprendere i cambiamenti che lo attraversano, riconoscere la complessità dei fenomeni naturali e costruire strumenti per prenderci cura dei territori.

Il cambiamento climatico richiede conoscenza, capacità di adattamento e responsabilità: perché conoscere significa poter scegliere e scegliere significa poter agire per proteggere e valorizzare l’ambiente che ci circonda.