La presenza di fibre di microplastiche si riduce significativamente in ambienti ricchi di foreste, perché le foglie, i rami e le radici agiscono come spugne naturali.
La Francia ha recentemente adottato una legge pionieristica per contrastare la fast fashion, che segna un passo significativo verso una moda più etica e sostenibile.
Oggi celebriamo la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo, un’occasione importante per riflettere sulla bellezza e la fragilità di questo mare unico al mondo. Questa giornata rappresenta un momento di consapevolezza e azione per tutti noi, affinché il Mare Nostrum possa continuare a essere fonte di vita, cultura e biodiversità per le generazioni future.
L'inquinamento da plastica è una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo. Ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono nei nostri oceani, frammentandosi in microplastiche invisibili ma dannose che minacciano la vita marina e, potenzialmente, la nostra stessa salute. Ma cosa succederebbe se esistesse una plastica capace di dissolversi in mare, senza lasciare traccia? Sembra fantascienza, eppure la scienza sta facendo progressi.
L'inquinamento da microplastiche è un grave problema sia per l'ambiente che per la salute umana. Sinora sono state rinvenute particelle di micro e nanoplastica in vari organi del corpo umano, come polmoni, fegato, intestino, placenta, flusso sanguigno, ma mai prima d'ora era stata segnalata la presenza di microplastiche nel cervello umano.
Sono state rinvenute microplastiche anche nelle nuvole presenti sulle cime dei monti Fuji e Oyama in Giappone, secondo uno studio realizzato da un team di scienziati giapponesi guidato da Hiroshi Okochi, professore dell’Università di Waseda, e pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Chemistry Letters.
A seconda delle loro caratteristiche, i rifiuti abbandonati nell'ambiente hanno un tempo di decomposizione diverso, che può essere influenzato anche dalla presenza di luce, agenti atmosferici, acqua e batteri.